Nella basilica di San Savino appuntamento il 25 e il 26 settembre con i “Nuovi Sonetti religiosi”
Si avvicina l’appuntamento con i “Nuovi Sonetti Religiosi”, frutto della sensibilità del poeta, librettista e drammaturgo piacentino Claudio Saltarelli. Venerdì 25 e sabato 26 settembre, alle ore 21, presso la Basilica di San Savino, a Piacenza, è in programma l’evento artistico-religioso in versi, canto e musica, a ingresso gratuito, promosso dal Gruppo Strumentale Ciampi in occasione di Expo Milano 2015.
Ad andare in scena sarà una grande opera collettiva di poesia e musica ispirata ai dipinti di Guido Morelli e Bruno Missieri, con il contributo creativo di undici compositori di cinque Paesi.
La bellezza del Creato
Titolo completo dell’opera, dal contenuto spirituale, è “Nuovi sonetti religiosi. Il giorno e la notte: i ritmi del tempo e della vita attraverso lo strumento della luce, dono e linguaggio divini, vero nutrimento per l’uomo”.
I versi, composti da Claudio Saltarelli, fanno riferimento alle quattro tematiche scelte dalla Santa Sede per Expo 2015, ovvero “Un giardino da custodire, la tutela del creato”, “Un cibo da condividere, il valore universale della condivisione e della solidarietà”, “Un pasto che educa” e “Un pane che rende Dio presente nel mondo”.
Due i percorsi proposti, uno dedicato al giorno l’altro alla notte, al centro rispettivamente delle due date in San Savino.
Il tema dei testi è quello della natura, ispirato dai dipinti che saranno riprodotti sul libretto distribuito nelle due serate. “Anche in una tematica inconsueta come quella trattata dai due artisti, Guido Morelli e Bruno Missieri, da cui ho tratto suggestioni nel comporre questi lavori di ispirazione religiosa - dichiara Saltarelli -, possono trovare posto e lettura contenuti spirituali che divengono, poeticamente, un mezzo significativo di comunicazione e di lettura di tratti pittorici nascosti o inespressi, o espressi velatamente, dal pennello dell’artista”.
“La scelta di scrivere, dialogare, commentare e suggerire, ampliare la proposta visiva attraverso la poesia - afferma ancora l’autore -, mi è sembrata una destinazione quasi obbligata per questi dipinti d’uomo che, già da soli, cantano alla bellezza del Creato e all’incontro con Dio e con la Sua volontà”.
Leggi articolo alla pagina 13 dell’edizione di venerdì 18 settembre 2015